PIERPAOLO CAPOVILLA e i Cattivi Maestri
Live at Druso – Bergamo
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Pierpaolo Capovilla, figura di primissimo piano della scena alternative italiana, archiviata definitivamente l’esperienza con Il Teatro Degli Orrori, presenta al Druso di Bergamo il suo nuovo quartetto che vanta la presenza del grande Egle Sommacal (Massimo Volume) alla chitarra. Il 27 maggio esce per Garrincha Dischi “Morte ai poveri”, un vero pugno nello stomaco!
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📌 DRUSO
via Antonio Locatelli 17
Ranica BG
📅 Sabato 11 Giugno 2022
🕥 Inizio concerto ore 22:00
☞ Ingresso 15€
Prevendita ☞ https://bit.ly/CapovillaDruso
☞ Ampio parcheggio gratuito
☞ Non è richiesta alcuna tessera associativa
⚠️ INFO SICUREZZA ⚠️
Non serve il green pass mentre resta obbligatorio indossare la mascherina
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BIO
Pierpaolo Capovilla, classe 1968, è un musicista ed autore della scena rock indipendente italiana. Cantante e bassista di uno dei gruppi seminali degli anni ’90, gli One Dimensional Man, con questi suona una serie sterminata di concerti in Italia e in Europa, e pubblica 5 album destinati a lasciare il segno nella storia del rock italiano più radicale e intransigente.
Nel 2005 fonda il gruppo Il Teatro degli Orrori, con cui si cimenta nelle sonorità a lui consuete, questa volta però cantando in italiano, e fra il 2007 e il 2015 pubblica 4 album che ottengono un inaspettato successo di pubblico e di critica.
Suona il basso nei primi due album del quartetto denominato Buñuel, capitanato da Eugene Sterling Robinson.
Il mai celato amore per la poesia lo spinge a cimentarsi in reading letterari dei suoi lirici più amati, da Vladimir Majakovskij a Sergej Esenin, da Pier Paolo Pasolini ad Antonio Delfini, fino ai più recenti progetti meta-teatrali, “Interiezioni”, su testi di Antonin Artaud, “Viaggio al Termine della Notte”, di Louis Ferdinand Céline, e “Finché Galera Non Ci Separi” di Emidio Paolucci, poeta detenuto nel carcere di Pescara, della quale Pierpaolo ha curato l’audio-lettura drammaturgica supportata dalle musiche di Paki Zennaro.
Collabora con il quotidiano Domani e con Rolling Stone Italia.
Nell’opera di Capovilla sono certamente distinguibili la sua devozione per la tradizione del rock più sanguigno di matrice americana, l’affezione per la poesia e la drammaturgia russe, ma anche la passione civile e l’attaccamento ai valori democratici, sempre ribaditi tanto nei concerti quanto negli incontri pubblici.